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Documento unico di circolazione: cos’è e quando entrerà in vigore

Il Documento Unico sostituisce la Carta di Circolazione e il Certificato di Proprietà del veicolo. L'entrata in vigore del nuovo documento è prevista ormai da tempo e il termine ultimo era il 31 marzo 2021, ma le associazioni di categoria chiedono una proroga, per via del ritardo nell’implementazione dei software gestionali.

Il Documento Unico di circolazione e di proprietà del veicolo, sostituisce la Carta di Circolazione e il Certificato di Proprietà del veicolo. L’introduzione graduale del documento era prevista a partire dal 1° gennaio 2020, ma le associazioni di categoria chiedono una proroga, per via del ritardo nell’implementazione dei software gestionali.

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Cos’è il Documento Unico di circolazione?

Il decreto legislativo 98/2017, entrato in vigore il 1° gennaio 2020, prevede la sostituzione della Carta di Circolazione e del Certificato di Proprietà del veicolo (CDP cartaceo o CDP digitale), attraverso la progressiva introduzione del Documento Unico di circolazione e di proprietà del veicolo.

In realtà nel Documento Unico (DU), il Certificato di Proprietà viene assorbito all’interno dell’attuale modello di Carta di Circolazione, che in basso a destra vede riportati anche i dati relativi alla situazione giuridico-patrimoniale del veicolo presenti nel PRA, cioè i dati di trascrizione e la presenza di eventuali vincoli o gravami (ad esempio la presenza di un ipoteca o di un fermo amministrativo).

Applicazione graduale del DU, dicevamo, che può comportare anche per un certo periodo di tempo la coesistenza della vecchia Carta di Circolazione separata dal CDP, mentre per altri veicoli ci sarà già la DU.

Leggi anche il nostro articolo Certificato di Proprietà e Carta circolazione: ecco il documento unico.

Richiesta proroga per il Documento Unico di circolazione

In teoria tutto abbastanza chiaro, ma nella pratica le associazioni del settore automotive quali Anfia, Aniasa, Assilea, Federauto, Unasca e Unrae hanno inviato una lettera al ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini, nella quale chiedono a gran voce la proroga della piena entrata in vigore del DU. Nella lettera si osserva che Motorizzazione Civile e Aci non sono pronti a ottemperare alla semplificazione amministrativa, dal momento che i loro software gestionali non sono ancora in grado di svolgere la procedura.

Le associazioni chiedono dunque una proroga di 6 mesi dell’entrata in vigore, fino a oggi previsto a partire dal 31 marzo.

Pietro Teofilatto, direttore area fisco ed economia di Aniasa, spiega:

Questo sistema è un passo in avanti nella semplificazione e nella digitalizazione delle pratiche auto. Purtroppo, però, ha evidenziato la difficoltà di conciliazione tra i sistemi del Pra e quelli dell’archivio nazionale dei veicoli.

Risposte

  1. Con questa manovra l'ACI che gestisce il PRA, baraccone inutile che si tenta di abolire da decenni, ha accomunato alla propria inefficienza il sistema informatico della Motorizzazione. Altro che semplificazione.

  2. Tante, troppe parole senza alcuna praticità. Chi, come e dove può/deve inoltrare domanda? Ai posteri la risposta...forse!

    1. Ciao Vito, troppe parole, probabile, ma in quelle parole è scritto che non è ancora entrato in vigore il documento unico di circolazione e le associazione di categoria hanno richiesto una ulteriore proroga. Che domanda vuoi inviare?

  3. Eppure è roba di 4 anni fa! E come al solito i burocrati che non lavorano non vengono licenziati, né sospesi dal loro incarico ! Solo in Italia succedono cose simili ! Come per il decreto attuativo della vecchia legge che istituiva le targhe personalizzate... Made in Burocritaly.

  4. Nonostante sia stato dato un anno di tempo agli enti preposti per mettere a regime il nuovo sistema per semplificare le procedure e di conseguenza meno problemi per i cittadini, come al solito in Italia c'è sempre qualche ente che deve mettere il bastone tra le ruote. A costoro non interessa che L'UE poi propina delle salate multe per inadempienza, come è avvenuto in precedenti occasioni, tanto non sono loro che pagano ma bensì i cittadini.

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