Ci siamo trovati spesso a parlare di tipologie di assicurazione ed abbiamo anche chiesto ai lettori quale fosse l’assicurazione auto ideale, in un post dedicato che ha riscosso un notevole successo. Se infatti ci soffermiamo a pensare alla nostra assicurazione, ci troviamo di frequente a considerarla troppo cara.
Tra i molti commenti arrivati in riferimento all’articolo citato, la maggior parte si trovano a promuovere l’assicurazione sulla patente.
Ma di cosa si tratta?
Cos’è l’assicurazione sulla patente
Come segnalato nel post: “Potendo guidare un solo mezzo alla volta, tanti chiedono di semplificare l’assicurazione associandola, appunto, alla patente e non al veicolo. Questa soluzione porterebbe senz’altro un abbattimento dei costi e certamente un’assicurazione più meritocratica. In questo modo si eviterebbero le truffe e si porterebbero i furbi ad usare maggiormente i mezzi pubblici”.
Esistono anche pagine internet dedicate, per cercare di promuove una petizione spiegando che grazie a questa nuova RC non dovremo cambiare assicurazione ogni anno e per ogni mezzo che sostituiamo o compriamo.
Esiste però un passaggio, un punto che viene dimenticato molto spesso, quando si parla di questa tipologia di assicurazione. Visto che alla base dell’attuale calcolo del premio abbiamo tre parametri che sono: Bonus-Malus, zona di residenza e tipologia di auto, come sarebbe possibile scavalcare il terzo parametro attraverso una polizza sulla patente?
La domanda non è provocatoria né vuole essere retorica, ma semplicemente costruttiva: dato per scontato che geografia e Bonus-Malus si possono applicare anche alla patente con assicurazione, non è forse vero che statisticamente chi ha una macchina di dieci anni ha più probabilità di fare incidenti? Si, lo è, statisticamente. E quindi come potrebbero le compagnie tutelarsi dalla mancanza del suddetto parametro?
Assicurazione sulla patente o no?
Anche se l’Australia spicca per l’adozione di sistemi di assicurazione auto basati sulla patente di guida, non è l’unico paese a esplorare questa strada. Alcuni stati degli Stati Uniti, ad esempio, hanno sviluppato formule simili. In determinati casi specifici, le famiglie possono beneficiare di polizze collettive in cui il premio viene calcolato considerando le diverse età e i veicoli all’interno del nucleo familiare, insieme alle patenti di guida dei membri.
Anche nel Regno Unito, le compagnie assicurative utilizzano la patente di guida come uno dei fattori per valutare il rischio degli automobilisti. Per contrastare frodi e truffe, le compagnie possono consultare un database che contiene informazioni dettagliate sugli automobilisti, inclusi i dettagli sulla licenza di guida. Tuttavia, la patente non è l’unico parametro considerato nella stipula della polizza. Elementi quali il sistema bonus/malus, le caratteristiche personali del guidatore e il tipo di veicolo sono anch’essi determinanti, seguendo una prassi simile a quella in vigore in Italia.
Quindi, sebbene i sistemi possano variare da un paese all’altro, l’idea di valutare il premio assicurativo in base alla patente di guida e ad altri fattori rilevanti è una pratica che trova riscontri in diverse parti del mondo.
Al solito, parliamo di questi argomenti che possano far discutere e generare delle riflessioni utili.
Se ho una macchina di vent’anni, uno scooter e un’auto nuovissima, è giusto che paghi un premio basato solo sulla mia patente?
Come risparmiare sull’assicurazione?
L’unico modo valido che hai per risparmiare sull’assicurazione dei tuoi veicoli è confrontare le offerte delle compagnie assicurative. Non ci stancheremo mai di dirlo: a parità di condizioni, ogni compagnia applica tariffe differenti. A volte, la differenza è di diverse centinaia di euro. Con il comparatore di 6sicuro puoi trovare l’assicurazioni auto più economica del mercato.
Sono stato all'estero a lavorare (Belgio) e come in svizzera l'assicurazione e sulla targa perché e personale,quindi se cambi auto non devi pagare un'altra assicurazione,ma 20 euro per prendere un bollo nel tuo assicuratore e mettere la targa nell'altra macchina,i premi assicurativi sono bassissimi,io per citare un esempio con la mia auto 2.4 td pagavo 390 all'anno compreso di Carroattrezzi in tutta l'europa,avvocati e protezione mia e dei passeggeri,indistintamente se pagavo mensilmente,trimestrale o semestrale,in Italia se vuoi pagare semestrale c'e almeno 100 euro di differenza ,se vuoi pagarla annuale e già qui e approfittare della gente,in Italia con la stessa auto e stessa categoria varie assicurazioni mi hanno 1600 euro solo rca,praticamente sono malati in testa,ho optato visto che la rca e obbligatoria per l'assicurazione online e benomale me ne sono uscito con 600 euro annuali,compreso carroattrezzi,protezione passeggeri,avvocato in caso di incidente,ora mi chiedo perché questa differenza?Capisco che le compagnie pagano il personale,ma 1000 euro di differenza e senza tutte quelle opzioni e un'assurdità,e cmq al giorno d'oggi tramite Facebook,il giro di parole diventa in una settimana velocissimo,solo cosi lo stato,le assicurazioni capirebbero che senza i cittadini sono fottuti,all'estero quando c'e sciopero e fatto come si deve,in Italia c'e sciopero solo per annunciarlo in tv,e dopo 2 ore finisce,devo dirlo non abbiamo in Italia le palle per astenerci 1-2-3 giorni dal lavoro,e neanche avere il coraggio di non andare al rifornimento,se facessimo queste cose,cambierebbero tante tante cose
@Giorgio
Scusa, ma dov'è la differenza? Anche l'assicurazione sul veicolo la paghi per tutto l'anno.
Poiché le campagnie non ridurranno i premi (sicuramnete li aumenteranno)mi sono
fatto un semplice conto:
Ho un'auto (Yaris) da otto anni, sono in prima classe da oltre vent'anni e
pago 1250 euro di premio annuo (Napoli città).
In famiglia siamo quattro patentati di cui solo tre guidano l'auto con continuità.
Il conto da fare in caso di assicurazione sulla patente è sempèlice:
1250 X 4 = 5000 euro!!(l'auto ne vale 3000).... siamo alla follia pura....
un saluto a tutti
Ciccio
@TrudTilp
Hai detto tutto con l'ultima frase; ovvero: "d'altronde siamo in Italia"
Una qualsiai cosa che in un altro paese funziona perfettamente, se esportata in Italia non funzionerebbe a causa dei soliti furbi. E nei "soliti furbi" ci metto innanzi tutto i nostri politici con le loro "mafie legalizzate" che permettono alle grandi aziende di fare cartello, ovvero di accordarsi fra loro per mentenere alto il prezzo medio.
Mi ricordo che anni fa mio padre mi disse che anche in Italia inizialmente l'assicurazione era sulla patente, poi evidentemente con l'aumentare dei veicoli, soprattutto quelli aziendali, si sono accorti che potevano incassare di più applicandola ai veicoli. Perciò non credo proprio che qualcuno abbia interesse a tornare indietro. E se anche lo facessero, sono certo che troverebbero il modo per farci pagare la stessa cifra che paghiamo ora, se non anche di più: ricordate il bollo auto?
Caro Flavio,
intervengo perché mi trovo curiosamente in disaccordo con le premesse e in totale accordo con la sua conclusione: procederò per punti.
1. A tutt’oggi, lo scopo dell’assicurazione auto rimane effettivamente quello di garantire il rimborso al danneggiato: ciò non vieta alle compagnie di ricavare un guadagno da questa attività, che rimane a scopo di lucro in quanto frutto di imprenditoria privata. L’alternativa, a questo punto, sarebbe quella di tornare alla tariffa unica nazionalizzata ma sappiamo – perché ce l’avevamo anche in Italia – che con la tariffa imposta i prezzi sono molto livellati e i guidatori virtuosi, innanzitutto, spendono di più di quello che sarebbe statisticamente corretto. Senza dimenticare che così sparirebbe anche quella (poca) concorrenza che spinge verso il basso i prezzi degli assicurati migliori. Le assicurazioni sono sicuramente inefficienti (per colpa loro e per colpa del sistema regolamentare/legislativo italiano), ma secondo me non c’è dubbio che sia giusto che guadagnino dalla loro attività.
2. Le assicurazioni che non pagano il danneggiato, ahinoi, ci sono eccome: Novit, Faro, Progress, Etrusca, Tirrena e tutte quelle che, ad esempio, sono state raccolte nel tempo sulla pagina www.ucimi.it/compagnieItaliane.asp?param=F. Per tutte queste è stata data opportuna notizia sul sito dell’IVASS, quando sono state poste in liquidazione coatta amministrativa. Il Fondo di Garanzia Vittime della Strada, ad ulteriore prova, esiste anche per questo: liquidare i danneggiati da persone assicurate con compagnie in liquidazione.
3. Ho poi dei forti dubbi sull'utilità pratica del preventivatore IVASS: l'accesso al servizio è burocratico e bizantino (io stesso ho perso la password del mio profilo, ma quando me ne faccio inviare una nuova il sistema mi dice che non posso accedere perché l'user è già utilizzato. LO SO BENE!!!); il numero di domande a cui è necessario rispondere per ottenere un preventivo va oltre ogni immaginazione; alla fine vengono restituiti tutti i premi di RC auto ma nessun premio di alcuna garanzia accessoria e nemmeno alcuna personalizzazione della RC (solo massimale minimo, mai guida esclusiva, ecc.); non è possibile acquistare direttamente; non è detto che la compagnia più economica abbia un’agenzia in prossimità del cliente e nemmeno che sia acquistabile (es. ci sono compagnie legate alle banche che permettono di acquistare solo se il potenziale cliente ha il conto corrente con loro).
4. È un assunto senz'altro valido che le auto vecchie ben manutenute siano affidabili tanto quanto le nuove, ma è altrettanto vero che non tutti si preoccupano di fare manutenzione regolare e pertanto è ampiamente dimostrato che, sempre mediamente, le auto vecchie fanno più danni di una nuova: vuoi perché si rompono i freni, vuoi perché hanno le gomme lisce, vuoi perché i diversi proprietari se ne fregano di manutenzione e tagliandi. Il mondo è bello perché è vario, se mi è concesso il luogo comune.
5. Infine, rilevo che le tariffe assicurative sono più care per i giovani perché i giovani fanno più incidenti, non perché i giovani guidano auto più vecchie anziché l'ammiraglia di famiglia: credo che, in questo caso, siano stati invertiti - o quantomeno mescolati - i rapporti causali alla base delle statistiche assicurative.
Ciò premesso, tuttavia, sono completamente d'accordo che l'acquisto di un camper o di uno scooter non debba far ripartire il proprietario dalla classe 14 anche quando la sua storia assicurativa è specchiata e senza macchia: sono un grandissimo tifoso dell'idea di associare l'assicurazione alla patente, nonostante le varianti che sarebbe necessario apportare a questa idea di base (per esempio, le auto di servizio aziendale che qualcuno ha giustamente citato). Ci arriveremo mai? Non lo so, principalmente perché da qualche tempo l'Italia è allergica alle novità e alle innovazioni: fino ad allora, spero perlomeno che continui a funzionare quel poco di concorrenza che ci ritroviamo.