0281480350

Incidenti stradali: quando il risarcimento è ridotto?

Sinistri stradali e risarcimento ridotto: sì, ma quando?

Risarcimento ridotto se la riparazione è antieconomica

La Cassazione ha stabilito che, se la riparazione di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale ha un costo più elevato del suo effettivo valore di mercato, in sede di risarcimento danni, il proprietario del mezzo otterrà solo la somma ad esso corrispondente, con la totale esclusione delle spese di riparazione.

Precisamente, l’ordinanza che stabilisce quanto sopra accennato, è quella numero 24.718 del 4.11. del 2013, con la quale la Corte ha deciso che condannare il danneggiante a pagare una somma più alta del reale valore di mercato del mezzo incidentato, costituirebbe una sanzione esageratamente ed ingiustamente pesante per la compagnia assicurativa. In simili circostanze quindi, il riconoscimento al danneggiato di un risarcimento uguale al valore di mercato del suo veicolo, appare la soluzione più equa e adatta a ripristinare la giusta proporzione tra il danno subito e il legittimo ristoro.

Motivazione della sentenza

Dopo aver dichiarato il proprio orientamento in base a cui a norma dell’articolo 2058, secondo comma, del Codice Civile “il giudice, allorché sia richiesto il risarcimento in forma specifica può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore”, cosa che accade quando “il sacrificio economico necessario per il risarcimento in forma specifica, in qualsiasi dei modi prospettabili (incluse, quindi, le riparazioni effettuate direttamente dal danneggiante o la corresponsione delle somme al danneggiato per effettuare dette riparazioni), superi in misura appunto eccessiva, date le circostanze del caso, il valore da corrispondere in base al risarcimento per equivalente”, ne consegue va avanti la sentenza – che in caso di notevole differenza tra il valore commerciale del veicolo incidentato ed il costo richiesto dalle riparazioni necessarie, il giudice potrà, in luogo di quest’ultimo, condannare il danneggiante (ed in caso di azione diretta ex art. 18 legge n.990/69, l’assicuratore), al risarcimento del danno per equivalente”.

Proprio le suddette considerazioni hanno spinto la Suprema Corte a respingere il ricorso presentato da un uomo la cui automobile era stata rottamata in seguito ad un forte tamponamento subito da parte di un autocarro, e il cui risarcimento era stato stabilito in circa 2.000 euro, esattamente pari al suo valore di mercato in quel preciso momento.

 

Il costo complessivo delle riparazioni che sarebbero occorse per ripristinare il normale funzionamento del mezzo, è apparso al giudice troppo esoso rispetto al suo oggettivo prezzo di mercato, pertanto ha deciso che il danneggiante dovesse pagare solo il suo esatto equivalente.

Bocciata la richiesta del pagamento dell’Iva

A seguito di quanto espresso il giudice ha altresì bocciato la richiesta del pagamento dell’Iva sulle riparazioni, chiarendo che: “è pur vero che il risarcimento del danno patrimoniale si estende agli oneri accessori e consequenziali, ma solo qualora la liquidazione sia stata operata in base alle spese di riattazione il risarcimento comprende anche l’Iva; essendo in questo caso stato riconosciuto il valore commerciale del veicolo e non l’importo, non sarebbe possibile aggiungervi l’Iva, occorrente per le riparazioni”.

Voi cosa ne pensate?

Personalmente non sono d’accordo con questa sentenza. È vero che la macchina di questo signore aveva un valore di mercato di 2.000 euro, ma è altrettanto vero che  fino a quando un autocarro non ha deciso di tamponarla non aveva nessuna intenzione di rottamarla! Ora ditemi voi con 2.000 euro cosa riuscirà a comprarsi! L’assicurazione dovrebbe ripristinare lo stato dell’auto. Questo fenomeno purtroppo è destinato ad aumentare, dato che la crisi continua e la gente non compra auto nuove.

Risposte

  1. D'accordissimo con quanti hanno espresso il loro parere "NEGATIVO"fin qui...inerente L'INGIUSTA SENTENZA!!!
    Perchè allora le compagnie non fanno pagare " IL PREMIO " in proporzione al valore dell'auto? Ho sistemato la Uno di mio padre iscrivendola all'A.S.I. (LA TENGO COME RELIQUIA IN SUO RICORDO) e ho speso più di 5.000 €. Se dovessi esser danneggiato il suo valore sarebbe di 800 €...
    ALLORA FORSE,CONVIENE GIRARE CON CATORCI... INCASSARE I POCHI SOLDI E NON RIPARARE MAI L'AUTO!!! COMPLIMENTONI GIUDICE!!! LEI SICURAMENTE NON CIRCOLA CON UN'AUTO VECCHIA... SALUTI E BUON NATALE ITALIA!!!

  2. Siamo in italia, non mi meraviglio piu di nulla...
    Come si fa a dare una sentenza di questo tipo?
    1) Innanzitutto IO sono libero di scegliere se essere un consumista sfegatato o di tenermi la macchina in ORDINE, tagliandata e PERFETTA anche per 30 anni.
    2) quello che deve interessare l'assicurazione è solo che io non mi intaschi più soldi del valore dell'auto e poi rottami l'auto. Quindi se chi ha subito l'incidente vuole riparare e mantenere l'auto che aveva ( e deve essere LIBERO DI FARLO) basta mandare l'auto presso una carrozzeria convenzionata e pagare a lavoro ultimato, foto attestante la riparazione originale e fattura emessa: al cliente non devono passare in mano soldi.
    3) Avete tenuto conto che magari posso avere una macchina di 18 anni che (ADESSO) mi vale poco ma appena passa storica magari acquisisce un valore di mercato molto piu alto?
    4) ma se mi rimborsate quanto vi pare in base al valore dell'AUTO, allora, MI DOVETE FARE PAGARE IL PREMIO DI ASSICURAZIONE in proporzione al valore dell'AUTO!
    L'unica cosa che una assicurazione dovrebbe pretendere (E NON FA) è che una macchina abbia una regolare manutenzione, GOMME e FRENI in perfetto stato e certificate!
    (e non con le revisioni ridicole fatte da officine corrotte come avviene adesso)

    SI vuole arrivare in italia a fare esistere solo i RICCHI, solo persone che possono spendere 10/20.000 euro ogni paio d'anni per cambiare auto.
    Si fanno passare per RICCHI , persone normali che magari comprano un auto usata di grossa cilindrata, a metano, non inquinano (davvero) mantengono in vita buone auto molto confortevoli, questi vanno TORCHIATI , INQUISITI e adesso anche non rimborsati in caso di incidente!
    Invece gente che si può permettere di spendere 24000 € per un Audi A1 1.2 di cilindrata oppure chi si può permettere di buttare 19.000 per un microbo di ridicola Fiat 500.. questi per il FISCO e per la legge sono dei poveracci che hanno delle piccole city car.

    Che paese ridicolo..

    PS: Inoltre non si tiene conto di una cosa banale: il valore medio di un usato (guardando eurotax, quattroruote) non è il prezzo a cui puoi acquistare mediamente un modello di quell'anno, ma il prezzo massimo che le darebbero un concessionario per il SUO usato ritirandolo e speculandoci sopra.
    Esempio: ho una Classe A140 GPL del 1999. Interni pelle, sempre tagliandata. bella e mi fa la funzione che necessito. il suo valore non arriva a 1500€, te la ritirano solo per rottamarla. Ma le trovi nei concessionari (messe peggio) a 5000 euro senza GPL.

    Quindi di cosa parliamo?

  3. questa sentenza è profondamente ingiusta perchè questo signore si trova coinvolto in un'ingiustiza bella e buona. se questa persona usava la macchina tutti I giorni per andare a lavoro chi mi dice come farà da adesso in poi visto che è stato risarcito di 2000 euro? come fa questa persona a prendere una macchina di 8000/1000 o più se non ha la differenza? direi che la sentenza doveva riconoscere a questo individuo il danno effettivo, cioè ti risarcisco il valore della machine più il disaggio, quindi ti metto in condizioni di comperarne un altra oppure io assicurazione ti trovo un veiccolo un uguali condizioni o meglio e te lo consegno. questo vuol dire avere un senso essere assicurato se no e una rapina legalizzata.

  4. Condivido il parere di tutti: la sentenza è assolutamente ingiusta, infatti quando io assicuro un bene, lo assicuro per il servizio che mi offre e contro le eventuali responsabilità civili per danni a persone e COSE altrui. Detto ciò ed evidenziando, come ha fatto il relatore, che macchina vecchia paga di più, mi aspetto che ci rompe paga, oppure sostituisce, quindi se ho una panda prima serie con soli 20000km, l'assicurazione non ritiene congrua la riparazione, bene che mi compri sul mercato, se la trova, una panda stesso modello, stessa età e STESSA USURA, della mia....
    Come al solito la Cassazione agisce per fare notizia e non a ragion veduta, ma si sa, LORO hanno stipendi da 20000€/mese, quindi i soldi per una auto nuova son bruscolini... LADRI

  5. le compagnie assicurative sono a tutti gli effetti delle associazioni con finalità al proprio interesse,non rimborsano mai per il valore del veicolo,al massimo rispondono del danno in modo come da voi descritto ma mai sufficiente per acquisto di altro veicolo simile. dall'esperienza avuta (4 tamponamenti)la prima volta da inesperto mi hanno bugerato alla grande, le rimanenti tre sono ancora li che piangono questo non per insegnare a fare i furbi ma l'onestà devono essere loro a seminarla per poter poi raccoglierla.

Pagina1 Pagina2 Pagina3

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *